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Verginità

In Occidente, in passato spesso era richiesto che i futuri sposi, in special modo la donna, fossero vergini prima del matrimonio. Una tradizione longobarda, che è continuata nel bresciano fino al XIII secolo e nei paesi di lingua tedesca almeno fino al XIX secolo, e' quella del morgengabio, o ""morgengabe", cioè "il dono del mattino" che il marito faceva alla moglie il giorno dopo la prima notte di nozze, dono che sanciva l'unione; l'espressione latina "praetium virginitatis" stava a significare che il dono veniva concepito anche come una forma di 'risarcimento' alla donna della verginità perduta.

Una vecchia tradizione in Europa, che sopravvisse nel ventesimo secolo nelle zone rurali del meridione, richiedeva che la verginità della sposa fosse provata esponendo le lenzuola del letto matrimoniale (sporche di sangue) dopo la prima notte di nozze.

L'abito nuziale bianco della sposa sta a indicare la condizione di verginità. Infatti, le donne vedove o divorziate che si risposano normalmente non hanno l'abito bianco, in quanto si presuppone che non siano più vergini. Oggi la tradizione dell'abito bianco continua e viene spesso applicata anche nei casi in cui è ben noto che la sposa non sia vergine.

In alcuni Paesi, il fatto che la sposa non sia vergine il giorno delle nozze è causa sufficiente perché la sposa possa essere ripudiata dal marito. Questa è una delle cause dell'aumento di richieste di ricostruzione chirurgica dell'imene, anche in Europa.

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